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SEO & AI Search
La SEO non sta morendo: sta cambiando destinatario. Oggi ottimizziamo per qualunque sistema — Google, ChatGPT, Perplexity, Claude — debba decidere se capirti, fidarsi di te e citarti. Io la chiamo ancora SEO. Il lavoro vero si chiama costruire un’entità credibile.
Come sono arrivato qui
Ho iniziato nel 2008 posizionando pagine: una keyword, un intento, una SERP. Ha funzionato per anni. Poi i motori hanno smesso di ragionare solo per pagine e hanno iniziato a ragionare per entità e relazioni. Oggi il mio lavoro è passato dal posizionare pagine al posizionare entità: fare in modo che qualunque sistema capisca chi sei prima ancora di leggere cosa scrivi.
In cosa credo
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Prima l’entità, poi le keyword.
Se i sistemi non sanno chi sei, non importa cosa scrivi.
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I contenuti citabili battono i contenuti lunghi.
Le AI citano chi prende posizione con chiarezza, non chi scrive 3.000 parole di fuffa.
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La SEO tecnica è igiene, non strategia.
Necessaria, mai sufficiente.
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Misura dove appari nelle risposte, non solo dove ranki.
La posizione media non racconta più tutta la storia: conta quante volte e in che contesto vieni citato dentro una risposta generativa.
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Le fonti verificabili sono il nuovo backlink.
Un profilo credenziale, un talk, un contributo open source dicono a una macchina che di te ci si può fidare più di qualunque densità di keyword.