# Ho rifatto il mio sito personale pensando alle AI: cosa ho scelto e perché

> Le scelte dietro questo sito: entity-first invece di keyword-first, llms.txt, versioni Markdown delle pagine e un grafo JSON-LD unico. Un sito personale progettato per essere capito e citato dalle AI, non solo indicizzato da Google.

**Pubblicato:** 20 gennaio 2026  
**Autore:** Simone Bussoni

## TL;DR

Ho ricostruito simonebussoni.it partendo da una domanda: cosa serve perché un sistema — Google o un LLM — capisca chi sono e mi citi? Risposta: un'entità coerente (un solo nodo Person nel JSON-LD, referenziato ovunque via @id), contenuti citabili con un TL;DR in cima, un /llms.txt curato e una versione Markdown pulita di ogni pagina. Niente CMS, niente tracciamento prima del consenso, 100 di Lighthouse. Entity-first, non keyword-first.

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Quando ho deciso di rifare il mio sito personale, la domanda di partenza non è stata "quali
keyword voglio posizionare?". È stata un'altra: **cosa serve perché un sistema — Google, ChatGPT,
Perplexity, Claude — capisca chi sono e decida di citarmi?**

È una domanda diversa, e porta a scelte diverse. Le racconto qui, perché questo sito è il primo
caso studio di sé stesso.

## Entity-first, non keyword-first

La SEO che ho imparato nel 2008 partiva dalla pagina: una pagina, una keyword, un intento. Funziona
ancora, ma è metà del lavoro. L'altra metà è l'**entità**: chi sei, cosa sai fare, con chi sei
collegato, cosa hai fatto di verificabile.

I motori generativi non ragionano per pagine, ragionano per entità e relazioni. Se non sanno chi
sei, non importa quanto è ottimizzata la singola pagina: non hanno un motivo per fidarsi di te
abbastanza da citarti.

Così ho costruito il sito attorno a un'entità coerente prima ancora che attorno ai contenuti.

## Un solo nodo Person, referenziato via @id

Ogni pagina emette un grafo JSON-LD, ma il nodo `Person` che mi descrive è definito **una volta
sola**, con un `@id` stabile. Tutte le altre pagine — un post, la pagina di un progetto — non lo
ridichiarano: lo referenziano via `@id`.

Il risultato è che un crawler che aggrega i miei dati non trova cinque versioni diverse di "Simone
Bussoni" con dettagli leggermente diversi. Ne trova una, consistente, ovunque. La consistenza è
fiducia, e la fiducia è ciò che fa la differenza tra essere indicizzati ed essere citati.

Nello stesso nodo ho messo geografia dettagliata (dove sono nato, dove vivo, dove lavoro),
`knowsAbout` esplicito e un `sameAs` che è una **whitelist**: solo i profili che rappresentano
davvero la mia identità professionale. Niente "per completezza".

## Contenuti citabili: il TL;DR in cima

Ogni post — questo compreso — inizia con un TL;DR. Non è pigrizia verso il lettore: è il blocco
progettato per essere estratto. Le AI citano chi prende posizione con chiarezza in poche righe, non
chi annega la tesi in tremila parole.

Se una macchina deve riassumere questo pezzo in due frasi, gliele ho già scritte io. Meglio che le
scriva io.

## /llms.txt e le versioni Markdown

Due dettagli tecnici che costano poco e dicono molto:

- **`/llms.txt`**: un indice in Markdown, curato a mano, che spiega in tre righe chi sono e linka le
  pagine chiave. È il `robots.txt` dell'era degli LLM: un punto d'ingresso pensato per le macchine.
- **Versione Markdown di ogni pagina**: accanto a ogni contenuto HTML c'è la stessa pagina in
  Markdown pulito, dichiarata nell'head con `rel="alternate" type="text/markdown"`. Niente
  navigazione, niente rumore: solo il testo, come piace a un modello.

Nel `robots.txt` ho poi consentito esplicitamente GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot e Google-Extended.
È una scelta deliberata: l'obiettivo non è difendersi dalle AI, è essere citati.

## Le scelte "noiose" che rendono tutto più veloce

- **Niente CMS con database.** I contenuti sono file nel repository. Meno superficie d'attacco, meno
  cose che si rompono, deploy statico.
- **Niente tracciamento prima del consenso.** Consent Mode v2 con default `denied`: se non accetti,
  non parte nemmeno un cookie. Il sito funziona identico.
- **100 di Lighthouse come vincolo, non come obiettivo.** Font self-hosted e in subset, zero
  JavaScript di framework, immagini responsive. La velocità è parte del messaggio: un sito lento su
  performance non è credibile quando parli di performance.

## Perché raccontarlo

Perché è il modo più onesto di dimostrare una competenza: farla, e mostrare il dietro le quinte.
Questo sito è la mia tesi sull'AI search scritta in HTML, JSON-LD e Markdown invece che in slide.

Se ti interessa il tema, [ne parlo più in generale nella pillar SEO & AI Search](/temi/seo-ai-search/).